Archive for the ‘New Amsterdam’ Category

La vendetta.

13 April 2009

La MTA, azienda dei trasporti di New York City, ha avuto la bella pensata di aumentare le proprie tariffe del 25% in media, e tutto d’un colpo: la Metrocard mensile è salita così da $ 81 a $ 103 (per giunta il prezzo era salito da $ 76 a $ 81 solo un anno prima).

Questo mi fa molto arrabbiare. E mi viene in mente una storia.

La Metrocard mensile, se acquistata con carta di credito, è automaticamente assicurata contro perdite accidentali e furto. Il che significa che se la comprate e ve la dimenticate sul treno potete fare riferimento a questa pagina, chiamare il 212-638-7622 e ottenere il rimborso automatico di tutti i giorni che non avete utilizzato.

Il che significa anche che se un italiano va in vacanza per 5 giorni a New York, e ha intenzione di usare i mezzi pubblici, può prendere un abbonamento mensile, usarlo per i 5 giorni, e successivamente telefonare alla MTA e denunciare la scomparsa della carta, così da ottenere il rimborso dei 25 giorni che non ha utilizzato.

Ovviamente sarebbe un atto scorretto, che gli integerrimi non concepirebbero mai, se non per punire l’azienda per i pesanti aumenti e appoggiare l’indignazione di chi a New York ci vive.

Io non vi ho detto niente.

Forse, se prometto, mantengo.

31 March 2009

Quando tornerò in Italia (per oltre quattro mesi), conto di aprire una grossa sezione di questo blog su New York, ad uso e consumo degli italiani. In un anno e mezzo, direi che ho potuto vedere un bel po’ di cose di questa città (magari non proprio tutte, vista la mia avversione per gli eventi troppo costosi), e sarò felice di condividerle con le persone che pianificano un viaggio a New York e non vogliono sentirsi troppo sperduti. E chissà che questo non porti a un nuovo sprazzo di vitalità in questo blog!

Comunicazione di servizio.

30 March 2009

CUNY Graduate Center.

Ho vinto il dottorato con borsa alla City University of New York, programma di biologia, e l’ho accettato.

Per cui mi potete trovare qui a New York fino a, diciamo, luglio 2016.

L’esperto risponde.

28 March 2009

Caro Paolo, quanto tempo occorre per visitare New York?

Caro lettore,

Il tempo varia da persona a persona, a seconda dei tuoi interessi e del tuo budget; ma ti posso sconsigliare di estendere la tua visita oltre i 16 mesi, perché a quel punto potresti non sapere più dove andare in un sabato pomeriggio.

Finalmente il solito casino!

19 March 2009

Tornato a New York dopo quasi una settimana a Los Angeles e dintorni, provo una sconcertante sensazione di sollievo all’idea di tornare al familiare caos manhattanese: le attese potranno anche essere lunghe, a volte, ma almeno posso contare sul fatto che prima o poi il treno arriverà.

Librerie.

11 February 2009

La Rizzoli di New York, resa famosa dal film Innamorarsi (1984) con Robert De Niro e Meryl Streep.

Oscar Wilde, la prima libreria gay/lesbica al mondo, chiude i battenti tra poche settimane.

Imparare.

29 January 2009

Ci sono dei giorni in cui impari.

Ieri, dopo una perdita di acqua in casa, sono andato a bussare alla porta del mio super.

Un super, per chi non lo sapesse, è una figura ibrida che fa da custode e factotum nei palazzi newyorkesi, e che in base alla mia piccola esperienza può essere solo sudamericano, dal momento che si tratta evidentemente di un lavoro tanto sottopagato che neanche i neri lo accettano. E non mi si accusi di razzismo, sto descrivendo una amara realtà di stratificazione sociale. I super sono sudamericani che spesso neanche parlano l’inglese, o se lo parlano è quasi incomprensibile. Questo è probabilmente il motivo per cui accettano un lavoro del genere, che almeno prevede un tetto e un briciolo di stipendio.

Quest’uomo è una persona molto a modo, sempre sorridente e disponibile, e così la moglie, e siamo relativamente in buoni rapporti (leggi, quando ci incontriamo sulle scale oltre a “buongiorno” ci diciamo anche “come stai”). Ieri, però, quando sono andato a chiedere la riparazione del lavello, l’ho trovato con la faccia sanguinante e che parlava concitatamente al telefono. Senza smettere di telefonare, si è fatto spiegare il problema e mi ha detto che sarebbe venuto a vedere.

Dopo tre ore di attesa, in una giornata in cui sinceramente avevo altri progetti, mi sono arreso e sono uscito di casa.

Oggi, a metà pomeriggio, Luca mi dice al telefono che il super è venuto a controllare il lavello, dimostrando di avere sentito e capito la mia richiesta e di volere fare qualcosa per risolvere il problema. Verso le sette e mezza torno a casa e lo trovo che smociovileda il pavimento dell’atrio. Buongiorno, buongiorno, come sta?, come sta?, e mi dice che è salito a vedere la cucina e allora gli posso chiedere cosa gli sia successo ieri, ché sanguinava.

Una lotta, mi dice. Io quasi gli scoppio a ridere in faccia, poi lui commenta, sempre sorridendo, che “è la vita”.

A quel punto, improvvisamente, imparo. Imparo che “una lotta” non è solo il soggetto di un qualsiasi film di Bud Spencer, con i rumori di vetri spaccati e i tavoli che volano da una parte all’altra della stanza e il pappagallo che grida più forte ragazzi. Imparo che ci sono persone per cui “è la vita” non significa dover anticipare il tuo ritorno in Sardegna di qualche settimana per poterti ancora permettere un viaggettino low cost in Europa, ma significa che può capitarti che qualcuno ti metta le mani seriamente addosso, per motivi che tu stesso consideri abbastanza ragionevoli, al punto da poter dire che sì, è la vita, capita, potrebbe andare peggio, potrebbe piovere, no?

E imparo che ti dovresti vergognare, tu con il tuo piccolo mondo di scimmie morte da misurare, borse di studio da millecentocinquantacinque euro al mese, esami colossali di sbarramento, recensioni dell’ultimo album che hai scaricato, libri per bambini, dubbi se chiamare “amico” o meno il tuo compagno delle elementari, una foto al giorno, rimpicciolitori di URL, umorismo nerd, paure, speranze, dubbi e sogni, elenchi infiniti e pretese letterarie.

O forse non ti devi vergognare, è la vita.

What to do with pesto.

27 January 2009

Italian pasta al pesto (enhanced)

Most Americans don’t know this traditional recipe for pasta and pesto.
INGREDIENTS (2 persons)
200 g (7 oz) pasta (fettuccine is OK)
2 tablespoons of Italian pesto sauce
2 potatoes
a handful of string beans
Peel the potatoes, and cut them in small cubes.
Cut off the ends of the string beans, then cut the rest into halves.
Boil with both potatoes and string beans together with fettuccine, then drain well, saving only a spoonful of hot water that you will stir with pesto before adding it to pasta.
Toss it all and serve!

Dove mangiare a New York.

26 January 2009

Se volete sentirvi veri newyorkesi, e volete mangiare qualcosa al volo, ma non ve la sentite proprio – o magari non ne potete più – di provare quegli hot dogs… ecco quattro posti dove mangiare:

  1. Mamoun’s. Sono due localini microscopici, uno nel Greenwich Village, a due passi da Washington Square (119 Macdougal St.), con un secondo locale nell’East Village (22 Saint Marks Pl.). Famosissimo per gli economicissimi falafel, ma fa anche un discreto shawarma (meglio noto come kebab). Le porzioni sono decisamente piccole, ma per quei prezzi… Una sola raccomandazione: se vi piace il piccante, sarete tentati di aggiungere un po’ di salsa al panino. Sappiate che quella salsa è l’inferno. Mettetene veramente poca.
  2. NY Dosas. Noto anche come “Dosa man”, è all’apparenza un qualsiasi chioschetto di cibo di strada, sempre nel Greenwich Village (Washington Square South and Sullivan St.). In realtà ciò che vi troverete è cibo indiano, completamente vegano (ossia senza nessun prodotto di origine animale), insolito, e soprattutto ottimo. È segnalato dall’associazione Slow Food per gli ingredienti rari che usa nelle sue crêpes. Se volete soltanto qualche samosa (sono dei fagottini fritti di patate e verdure, il sapore di fritto non si sente per niente) non dovete neanche fare la fila ma solo avvicinarvi al banco.
  3. Chicken and rice. Nonostante questa gente mi stia piuttosto antipatica, si tratta senza dubbio di un ottimo posto dove mangiare, per l’appunto, carne e riso (non necessariamente pollo, però). Potete scegliere tra il piatto e il panino, il senso di riempimento è garantito. Lo trovate a due passi dal MoMA, andando verso l’Hilton (W 53rd St. and 6th Ave). Il chiosco apre solo nel tardo pomeriggio, in compenso resta aperto fino all’alba o dintorni. Pare che ci siano persone che vengono dal New Jersey apposta per mangiare qui!
  4. Artichoke. Una pizzeria da asporto nell’East Village (328 E 14th St., between 1st and 2nd Ave), dove si può scegliere solo tra Regular e Artichoke, ossia margherita e una farcita ai carciofi con un bizzarro retrogusto di brodo… bizzarramente interessante.

E con questo chiudo la rubrica “mangia come un newyorkese” e torno al lavoro…

Meteo.

17 January 2009

Domani lascio Sassari e torno a New York.

A Sassari ci sono 14 gradi, e al momento indosso due felpe dentro casa.

A New York ci sono 14 gradi sotto zero.