Archive for the ‘mondays’ Category

La domanda. (4)

15 June 2009

Ma se pure IO, attivo come sono, non ho nessuna voglia di pensarci…

perché sprecano energie a parlare del referendum?

La domanda. (3)

6 April 2009

…Ma come si fa a capire quando il gorgonzola è andato a male?

Comunicazione di servizio.

30 March 2009

CUNY Graduate Center.

Ho vinto il dottorato con borsa alla City University of New York, programma di biologia, e l’ho accettato.

Per cui mi potete trovare qui a New York fino a, diciamo, luglio 2016.

Dove mangiare a New York.

26 January 2009

Se volete sentirvi veri newyorkesi, e volete mangiare qualcosa al volo, ma non ve la sentite proprio – o magari non ne potete più – di provare quegli hot dogs… ecco quattro posti dove mangiare:

  1. Mamoun’s. Sono due localini microscopici, uno nel Greenwich Village, a due passi da Washington Square (119 Macdougal St.), con un secondo locale nell’East Village (22 Saint Marks Pl.). Famosissimo per gli economicissimi falafel, ma fa anche un discreto shawarma (meglio noto come kebab). Le porzioni sono decisamente piccole, ma per quei prezzi… Una sola raccomandazione: se vi piace il piccante, sarete tentati di aggiungere un po’ di salsa al panino. Sappiate che quella salsa è l’inferno. Mettetene veramente poca.
  2. NY Dosas. Noto anche come “Dosa man”, è all’apparenza un qualsiasi chioschetto di cibo di strada, sempre nel Greenwich Village (Washington Square South and Sullivan St.). In realtà ciò che vi troverete è cibo indiano, completamente vegano (ossia senza nessun prodotto di origine animale), insolito, e soprattutto ottimo. È segnalato dall’associazione Slow Food per gli ingredienti rari che usa nelle sue crêpes. Se volete soltanto qualche samosa (sono dei fagottini fritti di patate e verdure, il sapore di fritto non si sente per niente) non dovete neanche fare la fila ma solo avvicinarvi al banco.
  3. Chicken and rice. Nonostante questa gente mi stia piuttosto antipatica, si tratta senza dubbio di un ottimo posto dove mangiare, per l’appunto, carne e riso (non necessariamente pollo, però). Potete scegliere tra il piatto e il panino, il senso di riempimento è garantito. Lo trovate a due passi dal MoMA, andando verso l’Hilton (W 53rd St. and 6th Ave). Il chiosco apre solo nel tardo pomeriggio, in compenso resta aperto fino all’alba o dintorni. Pare che ci siano persone che vengono dal New Jersey apposta per mangiare qui!
  4. Artichoke. Una pizzeria da asporto nell’East Village (328 E 14th St., between 1st and 2nd Ave), dove si può scegliere solo tra Regular e Artichoke, ossia margherita e una farcita ai carciofi con un bizzarro retrogusto di brodo… bizzarramente interessante.

E con questo chiudo la rubrica “mangia come un newyorkese” e torno al lavoro…

Il mare d’inverno, by Loredana Bertè

29 December 2008

Il mare d’inverno – Loredana Bertè

Il mare d’inverno è un concetto che il pensiero non considera

È poco moderno, è qualcosa che nessuno mai desidera.

Christmas with the yours, by Il complesso misterioso

22 December 2008

Christmas with the yours, by Il complesso misterioso

Can’t you feel the typical cling-cling-cling-cling-cling?

Il declino.

1 December 2008

È solo una mia sensazione, o la frequenza di aggiornamento dei blog che mi circondano è crollata in generale? Se si esclude Verso Itaca, che se anche dimentica di scrivere un giorno poi scrive un post e lo retrodata… la gran parte dei bloggers che conosco ha negli ultimi tempi rallentato notevolmente la propria attività.

Scadenze di fine anno?

Mimicry.

17 November 2008

Senza un motivo particolare, sono piuttosto orgoglioso di questa foto.

Sondaggio.

3 November 2008

Another hundred people (from “Company”)

3 November 2008

Another hundred people, by Stephen Sondheim

With many thanks to this nice woman.

Another hundred people just got off of the train
And came up through the ground,
While another hundred people just got off of the bus
And are looking around
At another hundred people who got off of the plane
And are looking at us
Who got off of the train
And the plane and the bus
Maybe yesterday.

It’s a city of strangers,
Some come to work, some to play.
A city of strangers,
Some come to stare, some to stay.
And every day
The ones who stay
Can find each other in the crowded streets and the guarded parks,
By the rusty fountains and the dusty trees with the battered barks,
And they walk together past the postered walls with the crude remarks.
And they meet at parties through the friends of friends who they never know.
“Do I pick you up or do I meet you there or shall we let it go?”
“Did you get my message? ‘Cause I looked in vain.”
“Can we see each other Tuesday if it doesn’t rain?”
“Look, I’ll call you in the morning or my service will explain.”
And another hundred people just got off of the train.…