Archive for the ‘food’ Category
8 June 2009
Seguo il consiglio di Gianna e provo a segnalarvi qui alcuni dei miei siti preferiti.
E allora iniziamo proprio da Trashfood, il blog di Gianna Ferretti, esperta di Scienze dell’alimentazione e docente dell’Università politecnica delle Marche, che ci racconta (come si può intuire dal nome del suo blog) cosa il nostro cibo davvero contiene.
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25 May 2009
Ho infine deciso di creare un nuovo account Twitter dove postare i vari eventi della Sardegna: sagre, feste, eventi sacri e profani, folklore e cultura sardi. Lo trovate qui a destra, in mezzo a quel bordello di link e roba varia che prima o poi ripulirò, e in ogni caso eccovi qui il link:
EventiSardegna
Buona lettura, sperando di essere utile!
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6 April 2009
…Ma come si fa a capire quando il gorgonzola è andato a male?
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30 January 2009
La sezione di WordPress in cui puoi controllare come i tuoi visitatori sono arrivati al tuo blog riserva sempre qualche interessante sorpresa.

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27 January 2009

Most Americans don’t know this traditional recipe for pasta and pesto.
INGREDIENTS (2 persons)
200 g (7 oz) pasta (fettuccine is OK)
2 tablespoons of Italian pesto sauce
2 potatoes
a handful of string beans
Peel the potatoes, and cut them in small cubes.
Cut off the ends of the string beans, then cut the rest into halves.
Boil with both potatoes and string beans together with fettuccine, then drain well, saving only a spoonful of hot water that you will stir with pesto before adding it to pasta.
Toss it all and serve!
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26 January 2009
Se volete sentirvi veri newyorkesi, e volete mangiare qualcosa al volo, ma non ve la sentite proprio – o magari non ne potete più – di provare quegli hot dogs… ecco quattro posti dove mangiare:
- Mamoun’s. Sono due localini microscopici, uno nel Greenwich Village, a due passi da Washington Square (119 Macdougal St.), con un secondo locale nell’East Village (22 Saint Marks Pl.). Famosissimo per gli economicissimi falafel, ma fa anche un discreto shawarma (meglio noto come kebab). Le porzioni sono decisamente piccole, ma per quei prezzi… Una sola raccomandazione: se vi piace il piccante, sarete tentati di aggiungere un po’ di salsa al panino. Sappiate che quella salsa è l’inferno. Mettetene veramente poca.
- NY Dosas. Noto anche come “Dosa man”, è all’apparenza un qualsiasi chioschetto di cibo di strada, sempre nel Greenwich Village (Washington Square South and Sullivan St.). In realtà ciò che vi troverete è cibo indiano, completamente vegano (ossia senza nessun prodotto di origine animale), insolito, e soprattutto ottimo. È segnalato dall’associazione Slow Food per gli ingredienti rari che usa nelle sue crêpes. Se volete soltanto qualche samosa (sono dei fagottini fritti di patate e verdure, il sapore di fritto non si sente per niente) non dovete neanche fare la fila ma solo avvicinarvi al banco.
- Chicken and rice. Nonostante questa gente mi stia piuttosto antipatica, si tratta senza dubbio di un ottimo posto dove mangiare, per l’appunto, carne e riso (non necessariamente pollo, però). Potete scegliere tra il piatto e il panino, il senso di riempimento è garantito. Lo trovate a due passi dal MoMA, andando verso l’Hilton (W 53rd St. and 6th Ave). Il chiosco apre solo nel tardo pomeriggio, in compenso resta aperto fino all’alba o dintorni. Pare che ci siano persone che vengono dal New Jersey apposta per mangiare qui!
- Artichoke. Una pizzeria da asporto nell’East Village (328 E 14th St., between 1st and 2nd Ave), dove si può scegliere solo tra Regular e Artichoke, ossia margherita e una farcita ai carciofi con un bizzarro retrogusto di brodo… bizzarramente interessante.
E con questo chiudo la rubrica “mangia come un newyorkese” e torno al lavoro…
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31 December 2008
Ecco come ci si diverte nella mia famiglia. Questo è ciò che i miei parenti troveranno sul tavolo stasera…
Da un’idea di mia madre, sviluppata insieme.
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5 August 2008
Vi è mai capitato di comprare una torta in pasticceria, e scoprire che dal vivo è molto meno bella che nel catalogo?
Coraggio. Vi sarebbe potuta andare molto, molto peggio.

Cake wrecks raccoglie le peggiori brutture della pasticceria professionale e semiprofessionale: personalmente resto senza parole davanti alla torta “a loto d’oro” che vedete qui sopra, o al dolce bimbo che, se proprio ci tenete, potete vedere qui sotto…

come dice l’autrice del blog, alcuni pasticceri sembrano dimenticare che alla fine della giornata la loro creazione deve essere mangiata. Potete immaginare seriamente di fare a fette e servire questa torta?
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28 July 2008
In Sardegna le sagre e le feste patronali sono generalmente grandi occasioni per grandi mangiate. E così, pieno di fiducia ieri (27 luglio, ultima domenica di luglio*) sono andato a Ittireddu con la mia famiglia, in occasione dei festeggiamenti in onore di San Giacomo, il loro compatrono (insieme a Santa Maria Intermontes).
La festa, almeno dopo le 20,30 quando siamo arrivati in paese, è stata una semplice ma molto apprezzata scorpacciata di “pecora in cappotto” (carne di pecora bollita con patate e cipolle intere), il tutto accompagnato dai classici vini di piccole vigne locali, bibite e tanta birra (la Sardegna è nota per avere un consumo di birra pro capite per così dire “invidiabile”). Le porzioni erano enormi ed era possibile, anzi incoraggiato, tornare in fila a farsi riempire ancora il piatto.
Il tutto, rigorosamente, gratis. Offre la Pro Loco del paese.
Segnatelo nella vostra agenda.
(* questa indicazione dovrebbe permettere ai google searchers di trovare la pagina cercando informazioni sulle feste patronali in Sardegna)
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